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Come l’acqua Colgo a poco a poco il tempo trascorso, il tempo sfuggito E quello mal speso, ma ora, sulla riva di questo torrente paterno, tutto sembra sia stato estremamente indispensabile. Come lo stesso scorrere della sua acqua, che s’infila sicura tra I sassi, qualcosa ha deciso dovessero a quello servire i sassi, a Sfaticare l’impeto della corrente e a rifugiare esuli pesci. Rivedo, con pace e remissione le vivide calunnie che di certo Mi avranno sviato, bugie librate nell’aria come punte di lancia Come sputi, tutto sembra sia stato inevitabilmente indispensabile. Colgo a poco a poco, in piccoli sorsi, l’arancio che sfuma e si spegne, così anch’io mi riavvio verso pensieri piu’ consueti e famigliari, il traguardo prefissato e’ ora, e’ qui, il frutto della mia crescita e’ maturo, tutto ciò che ho significato può essere rivisto e riepilogato, non mancherò a chi non ho saputo coinvolgere e mi cerchera’ che non ha voluto lo coinvolgessi. I miei piedi affondano nudi nell’acqua gelida, mi ricorda rumorosa, che io Sono come lei, un letto comodo per chi vuole riposare, un suono dolce Per chi vuole sentire, la schiuma candida e’ come la mia saliva, come me incalza la Via stabilita’, irrompe quando non e’ attesa, sfugge e diserta se troppo bramata. Mi alzo con lo sguardo d’innanzi, il torrente e le sue sponde si confondono oramai con Il vespro bruno, non piu’ forme definito nel grigio denso e opaco, soltanto luccichii che Brillano riflessi, sono le stelle che vibrano mosse tra le pieghe increspate. E’’ ora di andare, il mio respiro si confonde con il fruscio delle verdi foglie che mi nascondono Sento l’acqua risalire fresca e sincera, mi lascio scivolare, il cielo ora danza laborioso, le stesse stelle si allungano e accorciano in un vivace cambio di forme, da sotto tutto e’ piu’ vero e semplice, nulla infatti e’ immobile, gli occhi sono gia’ chiusi tu, sei stata il mio culmine, non posso piu’ contenermi, ad ogni tuo sorso mi sentirai.
AT |